La storia di Jumping Verona

Fieracavalli, la rassegna fieristica internazionale di Verona dedicata al mondo del cavallo e arrivata all’edizione numero 118, ed per la sedicesima volta sarà palcoscenico ideale della tappa italiana della FEI World Cup™ che dalla stagione 2013/2014 associa il suo nome a quello di Longines, la prestigiosa maison di orologeria svizzera.

L’appuntamento, forte di una felice collocazione nel calendario del circuito e di un’organizzazione molto apprezzata dai cavalieri, è segnalato in rosso nelle agende di tutti gli appassionati. Le tribune sono sempre sold out e l’entusiasmo del pubblico alle stelle. In tredici edizioni è già stata scritta una lunga storia di straordinario sport. L’edizione pilota, nel  2001, si è aperta con una gara che ha sancito un vero e proprio en plein per il Belgio. Ai primi tre posti sono infatti Stanny Van Paesschen (O De Pomme), Jos Lansink (Cordijana Z), e Gilbert De Rook (Neron De La Tourelle). L’anno successivo l’albo d’oro registra la vittoria di Rodrigo Pessoa e Lianos. Un Gran Premio di qualità eccelsa se si considera che, a meno di un decimo di secondo dal fuoriclasse brasiliano, si piazzano i due vincitori della FEI World Cup 2000/01 e 2002/03, rispettivamente lo svizzero Markus Fuchs con Tinka’s Boy, e il tedesco Marcus Ehning, terzo con For Pleasure.

Nel 2003 e nel 2004 è la Germania a fare la parte del leone con un cavaliere di provata esperienza (2003, Lars Nieberg/Loreana) e un giovane in ascesa (Toni Hassmann/Lolita) che l’anno precedente a Verona aveva vinto il piccolo Gran Premio. Con il 2005 Verona inizia a parlare olandese. Cinque doppi netti e il tempo a decidere in favore di Albert Zoer e Okidoki. E’ un momento magico per l’italiano Juan Carlos Garcia che in sella al mitico Albin III si piazza al posto d’onore.

Nel 2006 è ancora trionfo per l’Olanda che rafforza il risultato grazie alla doppietta primo/secondo posto di Gerco Schroeder (Eurocommerce Milano) e Leopold Van Asten (Vdl Groep Fleche Rouge). Nel 2007 Albert Zoer e Okidoki entrano nella leggenda. Un magnifico bis a due anni di distanza in una gara combattutissima che assegna la piazza d’onore a Marco Kutscher, il tedesco campione d’Europa 2005, in sella a Cornet Obolensky. In un Gran Premio dove solamente tre binomi hanno avuto l'accesso in barrage, il 2008 vede la Germania alla ribalta scaligera con Alois Pollmann (Lord Luis), con l'unico doppio netto della gara. Secondo lo svizzero Steve Guerdat (Jalisca Solier) e terzo per l'Italia Omar Bonomelli (Quintero 4).

Ancora un ‘mostro sacro’ del panorama internazionale in vetta alla classifica nel 2009: il cavaliere britannico Michael Whitaker che, in sella a Insul Tech Amai, è stato autore di una prestazione maiuscola sui due percorsi. Secondo classificato,  il tedesco Gilbert Bockmann su No Father’s Girl e terzo il binomio francese appena laureato campione d’Europa in carica: Kevin Staut e Silvana. L’edizione 2010, che ha segnato il decimo compleanno della tappa scaligera della FEI World Cup™, ha visto trionfare il campione olimpico di Sydney 2000 e neo-campione del mondo ai WEG di Normandia, l’olandese Jeroen Dubbeldam in sella a BCM Van Grunsven Simon, davanti alla tre volte vincitrice della World Cup Meredith Michaels Beerbaum con il suo mitico baio Shutterfly e allo svedese Rolf Goran-Bengtsson su Casall La Silla.

La gara del 2011 ha avuto purtroppo un tristissimo epilogo perché sospesa dopo la morte, avvenuta in campo di Hickstead, qualitativo compagno di gara del campione olimpico Eric Lamaze. L’efficienza e la tempestività dell’apparato veterinario è stata purtroppo vana.  Il sipario sulla undicesima edizione dell’evento è dunque calato con molta tristezza.

Tribune sold out già la settimana prima dell’evento per l’edizione 2012 che ha riunito per la prima volta sotto lo stesso padiglione il campo gara, il campo prova e le scuderie: una vera e propria cittadella per la FEI World Cup. A due mesi dalla chiusura dei Giochi Olimpici un parterre di cavalieri eccezionale con il montepremi più ricco di tutto il circuito diviso su due gran premi: il primo intitolato alla memoria di Hickstead, dove la Germania ha fatto la parte del leone con un tris di campioni ai vertici della classifica (nell’ordine Christian Ahlmann con Taloubet Z, Ludger Beerbaum con Chaman e Marco Kutscher con Cornet Cristallo,) e il secondo, quello di Coppa, dominato dallo spagnolo Sergio Alvarez Moya con Zipper. Piazza d’onore azzurra in questa gara con l’ottimo Luca Moneta su Neptune Brecourt.

Il binomio azzurro ha infiammato le tribune di Jumping Verona anche nell’edizione 2013 chiudendo al terzo posto il Gran Premio di Coppa del Mondo alle spalle del britannico Scott Brash con Ursula XII e del vincitore, il tedesco Christian Ahlmann con Aragon Z.

Giovane, il più giovane vincitore in assoluto con i suoi 19 anni, Bertam Allen ha invece firmato con una prestazione strepitosa l’edizione 2014 di Jumping Verona in sella alla sua grigia Milly Malone V. L’irlandese ha battuto sul tempo Maikel van der Vleuten con VDL Greop Verdi e Marcus Ehning con Cornado. Ma il pubblico assiepato al Pala BMW ha avuto modo di gioire con il doppio percorso netto e il quinto posto di Piergiorgio Bucci e Casallo Z.

Emozioni e suspance hanno scandito il barrage dell'edizione 2015, con il francese Simon Delestre in sella a Hermes Ryan che è riuscito ad aggiudicarsi la battaglia.  La piazza d'onore l'ha guadagnata lo svedese Henrik von Eckermann, mentre terzi ex aequo il tedesco Ludger Beerbaum con Chaman e il britannico ScottBrash su Hello M'Lady.