La storia della FEI World Cup™

Dal 1978 ad oggi la Fei World Cup™ ha conquistato Il Mondo.

Passione, emozione e suspense sono sinonimi del circuito della FEI World Cup™, che iniziò con le gare di Salto Ostacoli nel 1978, per poi essere esteso alle competizioni di Dressage nel 1985, di Attacchi nel 2001 e di Concorso Completo di Equitazione nel 2003.

La FEI World Cup™ è nata con la stagione indoor 1978/79 dalla felice intuizione di Max Amman, giornalista svizzero considerato tra gli specialisti di settore un vero e proprio “guru”, e grazie al forte slancio dell’Associazione Internazionale dei Cavalieri. Grazie ad essa la Federazione Equestre Internazionale ha trovato la chiave di volta per traghettare al momento giusto il concorso ippico dal bacino degli addetti ai lavori all’oceano del grande pubblico.

Al mondo dell’equitazione, da sempre etichettato come snob, un po’ retrò e distante dal panorama sportivo in genere, serviva una formula di gara che, sulla scorta di esempi già felicemente sperimentati in altre discipline (lo sci, la formula 1, il tennis) potesse fidelizzare gli appassionati, far crescere l’interesse fuori dai confini dei praticanti ed uniformare la proposta tecnica formalizzando un circuito che riunisse sotto la stessa titolazione eventi di grande spessore tecnico e spettacolare. Serviva per i cavalieri, normalmente in pausa durante tutto il periodo invernale (il concorso ippico era tradizionalmente sport all’aria aperta e dei grandi spazi), ma anche per gli sponsor, desiderosi di sperimentare anche in questa disciplina sportiva nuove possibilità di investimento. Contemporaneamente permetteva l’avvicinamento tra realtà e continenti normalmente non inclini ad allargare i propri orizzonti di confronto, e favoriva quegli scambi commerciali fondamentali per incrementare la produzione allevatoriale.

Con la World Cup l’equitazione è passata dalle grandi arene all’aperto ai Palazzetti dello Sport, dai campi d’erba naturale ai fondi di sabbia e materiali sintetici. Anche la tecnica ha dovuto adeguarsi: percorsi più brevi, ostacoli con fronte più stretto, barriere più leggere, fossi e riviere mobili. Per i cavalli la richiesta di sempre maggiore elasticità, compressione, velocità ed allenamento. Per i cavalieri una nuova apertura mentale al management ed alla gestione delle risorse.

La World Cup ha segnato un cambiamento epocale e le grandi piazze internazionali dell’equitazione hanno fatto carte false per essere chiamate per prime a far parte del circuito. Le nazioni considerate come “le grandi potenze” del salto ostacoli mondiale hanno tutte accettato la sfida: Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Svizzera, Olanda si sono subito candidate per capeggiare la “lega” dell’Europa Occidentale, che dalla stagione 2013/2014 è titolata Longines FEI World Cup™.

Stati Uniti, Canada, Argentina, Messico e Brasile hanno contemporaneamente formulato da oltreoceano la risposta al Vecchio Continente. Una vera e propria sfida raccolta successivamente da altri paesi rappresentanti l’Est europeo, l’Asia o ancora l’emisfero australe.

Il Gotha dell’equitazione internazionale è chiamato ogni anno all’appello sui cinque continenti: le sedici Leghe qualificano solo i migliori binomi per l’attesissima finale. Un appuntamento quest’ultimo che ha un peso importantissimo nel panorama mondiale e sin dall’esordio ha confermato come l’allora neonato concept potesse catturare l’immaginario collettivo ed il grande entusiasmo degli spettatori.

Quanto ai vincitori delle finali fin qui disputate, i cavalieri tedeschi figurano in testa nell’albo d’oro con dieci vittorie, seguiti dagli americani con otto. Seguono, con quattro a testa, l’Austria e la Svizzera. Ed è stato proprio un cavaliere rossocrociato, il campione olimpico in carica Steve Guerdat, il protagonista delle ultime due finali, 2015 e 2016 conquistando una storica doppietta.